Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o proseguendo nella navigazione acconsenti all'uso dei cookie.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. LEGGI L'INFORMATIVA ESTESA

Approvo
sottotitolo topA 01

A GAMBA TESA | EDITORIALE

#6

gambatesa.jpg

I Giovani. Quelli famosi... di quando è stato coniato il termine, quelli che all’incirca avranno trent’anni suonati, quelli a cui tutt'ora si pensa quando si usa questo termine…beh, giovani nel senso stretto della parola non lo sono più. Cresciuti in un sistema–paese che ha venduto loro una “fiaba” in cui lauree, master, tirocini erano l'unica strada per garantirsi un futuro, in molti sono rimasti poi impigliati nella rete della selezione naturale universitaria. Come se il mondo dovesse essere fatto di soli dottori, professori e ingegneri. E soprattutto come se tutti dovessero voler essere dottori, professori o ingegneri. Le altre mille professioni, che poco hanno a che vedere con i libri accademici, praticamente abbandonate. Vittime di una visione forviata della realtà.Fortunatamente non tutti hanno seguito le direttive. Quelli che il dottore o il professore lo volevano fare veramente si sono spaccati la testa sui libri. Altri hanno valutato di temporeggiare più o meno a lungo sui libri. Alcuni si sono adattati a ciò che capitava. Altri ancora invece, ragionando al di fuori di schemi preconfezionati, hanno creato progetti e attività innovative che dai servizi di base alla tecnologia potrebbero diventare avanguardia per il paese, costruendo lavoro e forse un pezzetto del futuro, proprio e di tutti.DETERMINAZIONE nell’ideare, mettersi alla prova e migliorare la propria creazione, anche attraverso momenti di fallimento. CAPARBIETA’ nell’intraprendere nuove strade sui temi della solidarietà, della socialità e del lavoro in primis. Queste sono le grandi novità.Tra questi famosi “giovani”, che ormai di essere definiti tali sono stufi perché sì è un termine tenero ma contemporaneamente spregiativo se affibbiato a persone adulte, si trovano le forze che prima o dopo, volenti o nolenti cambieranno questo paese. E non devono essere ingurgitati da un “sistema” inequivocabilmente sbagliato. Un sistema che, oltre a non supportare, mina le basi, opprime e soffoca le nuove energie. Come un dittatore al declino, incapace di accettare la propria fine, feroce e terribile nel tentativo di distruggere tutto ciò che non comprende.La prima impresa. Combattere con forza e determinazione un sistema che, ad ora, ha solo preservato i più forti.