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L’ INFINITA BATTAGLIA | POLITICA

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“Di tutte le cose misura è l ‘ uomo, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono” con tale, emblematica frase nel v secolo a.c. Protagora affermava come il singolo , attraverso l’ uso dei sensi, interpreta la vita a seconda della sua personale misura. Tuttavia le opinioni soggettive, per quanto meravigliose e varie, sono tutte riconducibili ad una più grande e infinitamente più concreta legge regolatrice che determina il concetto di giusto o sbagliato. E’ questo il compito dell’ etica, riuscire a distinguere il bene e i suoi comportamenti dal male e le sue manifestazioni, indipendentemente da come lo misuri l’ uomo. Si può ragionevolmente riassumere quindi che tutto ciò che danneggia l’ uomo e la sua dignità sia considerato eticamente sbagliato, mentre ciò che lo esalta e rispetta la sua dignità sia eticamente giusto. Ecco che, però, l’ etica non viene tenuta in conto nei rapporti tra individui, e nemmeno viene usata come parametro nella formulazione di quelle leggi che dovrebbero garantire ai cittadini pari dignità e diritti. Ad esempio, ultimamente si sente parlare molto dei camionisti e di quel loro brutto vizio di guidare senza rispettare le ore di sosta. Tutti all’ unanimità hanno ritenuto giusto regolamentare il tutto con un cronotachigrafo e sanzionare pesantemente chi non rispetta la norma, perché se un camionista sonnolento provocasse un grave incidente cosa succederebbe? La norma attualmente prevede che se colto in flagrante, il conducente del mezzo sia costretto a pagare un’ importante ammenda, pena il sequestro del mezzo e tutto quello che ne consegue. Le cose però, spesso, non sono così facili come appaiono. Prendendola da un altro punto di vista si è mai pensato al padre di famiglia alla guida del mezzo, costretto a rispettare scadenze impossibili per “restare nel mercato”, che si trova a quel punto a pagare di tasca propria multe salatissime per tenere stretto il proprio lavoro, proprio quella cifra che probabilmente è il sostentamento mensile della famiglia. Certo, un tutore dell’ ordine ha l’ obbligo di fermare e sanzionare, poichè il suo non intervento potrebbe avere conseguenze a volte tragiche. Con quale coraggio però sanziona pur sapendo che probabilmente con figli e moglie a carico quello stipendio basta appena?

Come riesce, davanti al dramma di una situazione simile, ad infliggere un colpo così devastante?

Eppure tutti lo condanneremmo se non lo fermasse, se lasciasse andare quel camionista poco prudente e disperato, deploreremmo il suo non intervento. E così un uomo “distrugge” un altro uomo per adempiere al proprio dovere, e se non lo facesse verrebbe licenziato , trovandosi così nella stessa identica situazione. Possibile che per fare bene il proprio lavoro, non si debba guardare in faccia a nessuno, nemmeno al più “povero” degli uomini? Certo se vivessimo in un paese che tutela i propri cittadini e che li aiuta e supporta in questi casi, il problema non si porrebbe, ma viviamo nel Regno d’ Equitalia e questo fa di noi il paese che siamo, l’ unico della civiltà occidentale a non tutelare la dignità dei propri cittadini.