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PAESAGGI SOSPESI - Vanessa Milan | ARTE

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Gli artisti che lavorano al Lab43, a Forte Marghera, si possono riconoscere facilmente: con le mani ed i vestiti macchiati di colore, ci ricordano che l’arte – e soprattutto l’incisione - è un lavoro sporco, ma qualcuno lo deve pur fare. E lo fanno, con raro impegno e passione.

Vanessa Milan del Lab43 ne è presidente; lo racconta - con un misto di imbarazzo ed orgoglio- per far comprendere quanto impegno ci voglia per far crescere un progetto ambizioso come questo. Un laboratorio aperto a tutti - perché le buone idee non hanno mai porte chiuse- sperimentazione continua con nuovi materiali e combinazioni per evolvere la tecnica tradizionale di incisione e stampa verso l’atossico. E poi ancora, numerosi workshop, in Italia e all’estero, mostre (attualmente esposti al CAMeC di La Spezia, con l’allestimento di “Project Room - Stampa d’arte”) per ampliare la conoscenza dell’attività del laboratorio, ma anche per abbracciare esperienze sempre nuove. Iniziative come l’istituzione di “residenze per artisti”, che già dal primo anno di vita ha avuto notevole successo, dà la possibilità a giovani provenienti da tutto il mondo di risiedere a Venezia e concedersi una full immersion lavorativa di alcune settimane nel Lab43. Un impegno continuo, in progresso costante, che richiede pazienza ed energia, proprio come la tecnica incisoria di cui sono esponenti.

Un impegno che tiene Vanessa legata, ora più che mai, a Venezia e al Forte. Ma le sue opere raccontano dei lunghi viaggi attorno al mondo, da cui torna portando con se taccuini carichi di immagini realizzate a penna, matita, colore rosso e filo; idee, istantanee, frammenti di paesaggi ed esistenze che desidera raccontare. Ogni schizzo è un punto di partenza, ogni idea è sottoposta ad un procedimento che può sorprendere nel suo risultato finale. Ecco che Vanessa si trova di fronte ad un materiale instabile, una lastra di ferro - magari ossidata o arrugginita- accompagnata solo dalle sue idee, dal suo sentimento. Durante questo incontro tutto può accadere.

Affrontare questo supporto per rilasciare il proprio pensiero è per lei una terapia di cui non può fare a meno; ogni lavoro è una cura, ogni esito una possibilità per scoprire qualcosa di nuovo su se stessa.

La matrice ora è pronta, graffiata, incisa, ha accolto il colore nei suoi solchi e si adagia sulla carta, liberando la forma. Ma non è ancora finita. Vanessa interviene ancora, con un filo rosso che lega e spezza, sottolinea, accarezza. Paesaggi che sembrano usciti da un sogno - eppure così concreti- pieni di aria e respiro; ogni lavoro è una narrazione silenziosa solo in apparenza, in realtà scrigno di mille storie diverse che ogni individuo può immaginare e raccontare.

Prati, città, eclissi, corpi, riflessi vengono fermati, sospesi nell’aria, scomposti e ricostruiti, filtrati dal sentimento dell’autrice che dona loro una nuova esistenza.