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70° MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA | CINEMA

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È da ormai settant’anni che nello storico palazzo del Cinema, al Lido di Venezia, viene ospitata la Mostra internazionale d’Arte Cinematografica. Anche quest’anno sul lungomare Marconi si è svolto il secondo festival cinematografico più antico al mondo, secondo solo alla notte degli Oscar: ogni anno la stessa storia, un’incredibile avventura che si perpetua nel tempo, quel tappeto rosso sopra il quale dal 28 di agosto al 7 di settembre hanno sfilato divi e starlette di ogni calibro arrivati da tutto il mondo per partecipare a questa grande kermesse, tra proiezioni delle pellicole e varie premiazioni. Quest’anno però la novità c’è stata: nel corso della prima giornata sono stati proiettati per la prima volta al pubblico tutti i cortometraggi del progetto speciale “Future Reloaded”. L’idea del progetto? Invitare 70 registi di tutto il mondo a realizzare un cortometraggio in totale libertà creativa per celebrare la settantesima edizione della Mostra. “Future Reloaded” è un omaggio d’autore collettivo alla Mostra e insieme una riflessione sul futuro del cinema, filtrato dalla sensibilità personale di ciascun regista, un’iniziativa che porta nuove idee ed espressioni creative all’interno di una location che queste caratteristiche le possiede quasi naturalmente. Una sfida nella sfida. Il festival del Cinema di Venezia apre all’innovazione proprio come era già avvenuto in altre occasioni: un film che fece veramente scandalo nel 1934 a causa di una scena di nudo integrale fu “Estasi” del regista Gustav Machaty, poi nel 1948 “La Terra trema” di Luchino Visconti, fischiatissimo in quanto ritenuto troppo crudo, oggi la platea si scandalizza alla visione di “The canyons” di Paul Schrader. Aprirsi al dialogo e al confronto resta perciò una delle responsabilità più rilevanti di questo festival. 

C.B.